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triscele e gli agrumi

Il mio viaggio: da Larderia al cuore del Roeroi

di Francesco, Don Ciccio Trattoria

C’è un filo invisibile che unisce i monti Peloritani alle colline di Santa Vittoria d’Alba. Per me, quel filo ha il profumo della “ghiotta”, dell’origano selvatico e della pasta incaciata che nonna Maria preparava a Larderia, un piccolo borgo antico alle spalle di Messina.

Dal Rumore della Fabbrica al Silenzio dei Fornelli

Non sono arrivato in Piemonte per cucinare, 25 anni fa, come molti, sono venuto in Piemonte per lavorare in fabbrica. Per oltre due decenni, le mie mani hanno maneggiato metallo e macchinari nella provincia di Cuneo, ma il mio cuore era rimasto custodito in un vasetto di conserve siciliane.

Il Piemonte mi ha dato tanto: una splendida famiglia, lavoro, dignità, una casa. Ma c’era una parte di me che il lavoro che ho fatto, non riusciva a coprire.
E mentre fuori cadeva la neve tipica del cuneese, nella mia mente ripassavo i gesti della nonna Maria e di mia mamma, Giovanna: il modo in cui loro dosavano le spezie, il segreto per rendere il sugo denso e sincero, la pazienza di una cucina rustica che non accetta scorciatoie moderne.

Un Sogno chiamato “Don Ciccio”

Oggi, quella passione contenuta per anni è esplosa in un progetto di famiglia. A Santa Vittoria d’Alba, a metà strada tra la storia di Bra e l’eleganza di Alba, è nata la Trattoria Don Ciccio.
Ma se il locale porta il nome della tradizione, il motore è l’amore di un padre, di un marito.
Non avrei potuto fare nulla di tutto questo senza la mia famiglia, Desirè, mia figlia, è la titolare e il volto dell’accoglienza, colei che trasforma il mio sogno in una realtà quotidiana.

Cosa porto in tavola?

Non aspettatevi piatti da rivista patinata. Io cucino come si faceva una volta a Larderia.

  • Uso il tempo, quello che serve per far sprigionare i profumi.
  • Uso ingredienti di qualità, quelli veri, che sanno ancora di sole.
  • Uso la passione di chi vuole far scoprire ai piemontesi, che ormai sono la mia gente, cosa significa sedersi a un tavolo in Sicilia.

La cucina di Nonna Maria e di Mamma Gianna nel cuore del Roero

A due passi da Alba e Bra, ho portato i piatti che sono la mia vita. Quando cucino, sento la passione che mi guida, specialmente nei piatti che mamma e nonna amavano di più:

  • La mia Pasta alla Norma: dove le melanzane devono avere il sapore del sole e la ricotta salata il carattere della nostra terra.
  • La Pasta con il sugo di capretto e guanciale: il sapore della domenica a Larderia, un sugo ricco, intenso, che sa di tradizioni tramandate per generazioni.
  • La Pasta con crema di zucchine e pistacchi: un equilibrio delicato e antico, dove la dolcezza dell’orto incontra l’oro verde della Sicilia.

Il mio invito

Voglio che quando entrate alla Trattoria Don Ciccio, non vi sentiate in un ristorante, ma a casa di un amico che è partito da lontano e non ha mai dimenticato da dove viene. Voglio farvi sentire il mare, lo stretto, la roccia dei nostri borghi e la dolcezza dei nostri ricordi.

Mi chiamo Francesco e la mia cucina è la mia storia. Vi aspetto a Santa Vittoria per raccontarvela, un piatto alla volta.

torre faro a messina
Larderia superiore messina
piazza duomo messina
arancini
focaccia messinese
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